I giochi di carte collezionabili (GCC) vantano una ricca storia che abbraccia diversi decenni e hanno affascinato un pubblico di ogni età, provenienza e interesse. L’accattivante combinazione di strategia, collezionismo, arte e interazione sociale offerta dai GCC ne ha consolidato il fascino presso una vasta gamma di fasce demografiche.
Origini
Prima che esistessero le figurine da collezione, c’erano le “trade cards”. Queste carte venivano spesso inserite nelle confezioni di sigarette per rinforzare l’imballaggio e venivano spesso utilizzate come forma di pubblicità. È da qui che deriva il termine “cigarette cards”. Negli anni ’60 del XIX secolo, poco dopo che il baseball della Major League era stato riconosciuto come sport professionistico, le figurine di baseball venivano stampate e inserite nei pacchetti di caramelle o nei prodotti del tabacco.[1]
Negli anni ’70 del XIX secolo e nei primi anni del XX secolo, la “litografia a colori”, ovvero la stampa multicolore, si diffuse ampiamente e contribuì alla crescente popolarità delle figurine pubblicitarie. Aziende e marchi di ogni tipo inserivano queste figurine nelle confezioni dei prodotti come omaggio. I disegni sulle figurine spesso non erano legati al prodotto, ma raffiguravano immagini belle o divertenti, a seconda dei gusti percepiti dei consumatori.
Più diventavano popolari, più erano apprezzate. Grazie alle loro vivaci immagini a colori, i consumatori iniziarono a collezionare le figurine, ordinandole in album e raccoglitori. Queste figurine venivano spesso scambiate con altri collezionisti per completare la serie, da cui deriva il loro nome. La loro popolarità diminuì con la diffusione della stampa a colori, ma il concetto di figurina da collezione era ormai nato.[1]
La nascita dei giochi di carte collezionabili moderni
I giochi di carte collezionabili (GCC) sono venuti alla luce con l’introduzione di Magic: The Gathering (MTG) nel 1993.[2] Nato da un’idea del matematico Richard Garfield e della società Wizards of the Coast, MTG ha conquistato il pubblico grazie alla profondità strategica, ai temi fantasy e al fascino del collezionismo di carte rare.[3] L’enorme successo del gioco ha portato alla nascita di un nuovo genere di giochi che ha rapidamente guadagnato popolarità.
Sulla scia del successo di MTG, sono emersi numerosi altri giochi di carte collezionabili. Pokémon, un franchise noto per i suoi videogiochi e la serie animata, si è espanso nel settore dei giochi di carte nel 1996. Il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon ha combinato con successo gli adorabili personaggi del marchio con un gameplay strategico.[4] Yu-Gi-Oh!, un altro franchise che ha lanciato il proprio gioco di carte collezionabili nel 1999, ha arricchito il genere con regole complesse e collegamenti alla sua popolare serie anime.[5]
Nel nuovo millennio, i giochi di carte collezionabili hanno continuato a evolversi, abbracciando il mondo digitale. Nel 2011 Pokémon ha creato una versione online del gioco di carte collezionabili e ha messo a disposizione una piattaforma digitale che consentiva di giocare e collezionare carte senza interruzioni.[6] Anche molti altri giochi di carte collezionabili sono andati al formato digitale o sono stati addirittura lanciati come giochi esclusivamente digitali, ma le carte fisiche continuano a suscitare un forte interesse da parte dei consumatori e sono ancora ampiamente utilizzate.
Negli ultimi anni sono stati lanciati sul mercato molti nuovi giochi di carte da collezione (GCC) in formato fisico, che hanno riscosso un grande successo tra i giocatori, tra cui titoli come Flesh and Blood (2019), Digimon (2021) e l’attesissimo Lorcana (2023), il GCC ufficiale Disney prodotto da Ravensburger.
Perché i giochi di carte collezionabili sono così popolari?
Sono diversi i fattori che contribuiscono al grande successo dei giochi di carte collezionabili presso un pubblico così ampio. La combinazione di strategia e fortuna in questi giochi li rende affascinanti per i giocatori che amano risolvere problemi e l’imprevedibilità. Le splendide illustrazioni e gli elementi tematici attraggono chi ama l’estetica e la narrazione. Inoltre, l’aspetto collezionistico di questi giochi fa leva sull’innato desiderio umano di collezionare, possedere e mettere in mostra oggetti rari.[7]
Inoltre, l’importanza della componente sociale dei giochi di carte collezionabili non può essere sottovalutata. Molti giocatori sono attratti dalla comunità che questi giochi creano, sia attraverso i negozi di giochi locali, i tornei o le piattaforme online. I giochi di carte collezionabili offrono una lingua comune ed esperienze condivise che aiutano a creare e rafforzare i legami sociali.
Un altro fattore che contribuisce alla loro popolarità è l’accessibilità e la varietà offerte dai giochi di carte collezionabili. Esistono giochi in grado di soddisfare praticamente ogni gusto e fascia d’età, dai regni fantasy di MTG all’universo dei Pokémon, adatto ai bambini, ai complessi duelli di Yu-Gi-Oh! e alle battaglie strategiche giocatore contro giocatore di Digimon.
Conclusioni
Sebbene il mondo dei giochi di carte collezionabili (GCC) sia cambiato radicalmente dall’introduzione di MTG, il loro fascino rimane forte tra una vasta gamma di fasce demografiche. I GCC non solo sono sopravvissuti, ma hanno prosperato, continuando a offrire un avvincente mix di strategia, collezionismo e comunità che probabilmente continuerà ad affascinare il pubblico per molti anni a venire.
Inoltre, le figurine non laminate sono completamente riciclabili! Ciò significa che le tue innumerevoli figurine di riserva o quelle comuni e non comuni, anche se prive di valore, possono essere facilmente riciclate a casa per fare spazio a figurine più usate o di maggior valore. In Europa il tasso di riciclaggio della carta è del 71%, il che la rende uno dei materiali più riciclati nel mondo![8]
Fonti:
- La storia delle figurine da collezione
- La storia definitiva di Magic: The Gathering
- La nascita di Magic: The Gathering. Wizards of the Coast
- La storia delle carte Pokémon
- La storia di Yu-Gi-Oh!
- Wikipedia, Pokémon TCG Online
- Pearce, K. C. (2009). La fusione dei comportamenti collezionistici: la psicologia del collezionismo. In A. J. Browne (a cura di), Profili del gioco: valutazione e osservazione della struttura e del processo nella terapia ludica (pp. 187–205). Jessica Kingsley Publishers.
- CEPI, 2021
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