{"id":4204,"date":"2026-04-23T10:54:22","date_gmt":"2026-04-23T10:54:22","guid":{"rendered":"https:\/\/lovepaper.org\/perche-i-contenuti-digitali-potrebbero-essere-cattivi-per-il-cervello\/"},"modified":"2026-07-17T14:35:40","modified_gmt":"2026-07-17T14:35:40","slug":"perche-i-contenuti-digitali-potrebbero-essere-cattivi-per-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lovepaper.org\/it\/perche-i-contenuti-digitali-potrebbero-essere-cattivi-per-il-cervello\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i contenuti digitali potrebbero essere cattivi per il cervello?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un consumo costante di contenuti digitali ci sta trasformando in un mondo di lettori superficiali, il che \u00e8 cattivo per il nostro cervello.<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco un dato su cui riflettere: in media, una persona consuma circa 34 GB di dati ogni singolo giorno. Questi dati vengono da programmi TV, musica, pubblicit\u00e0, video, email, siti web e app. Si tratta di un\u2019enorme quantit\u00e0 di informazioni, soprattutto se si considera che consumare quei 34 GB equivale a leggere 100.000 parole.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto, pubblicato dall\u2019Universit\u00e0 della California, evidenzia un cambiamento fondamentale nel modo in cui la mente umana assimila e capisce le informazioni. Mentre fino a pochi decenni fa la scelta dei mezzi di comunicazione da leggere o guardare era limitata, oggi \u00e8 disponibile un\u2019enorme variet\u00e0 di contenuti su una vasta gamma di piattaforme, e la mente umana ha dovuto adattarsi per riuscire a elaborare tutto questo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe persone hanno sviluppato la capacit\u00e0 di leggere in modo superficiale, ovvero di leggere la prima riga e poi individuare rapidamente determinate parole o frasi che suscitano il loro interesse\u00bb<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Multitasking multimediale<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maryanne Wolf, docente di Harvard e sostenitrice dell\u2019alfabetizzazione infantile, \u00e8 affascinata dal modo in cui le persone si stanno adattando a questo nuovo \u201cmultitasking mediatico\u201d. Nel suo recente libro, <em>&#8220;Reader Come Home: Il cervello che legge in un mondo digitale&#8221;<\/em>, cerca di capire cosa sta succedendo al nostro cervello in un tempo in cui la quantit\u00e0 di media digitali supera di gran lunga quella dei media tradizionali.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che ha scoperto \u00e8 che, grazie a un\u2019alimentazione a base di contenuti digitali, le persone hanno sviluppato la capacit\u00e0 di leggere in modo superficiale, ovvero di leggere la prima riga e individuare rapidamente determinate parole o frasi che suscitano il loro interesse, anzich\u00e9 assimilare l\u2019intero testo. Sebbene questo possa andare bene per un articolo online sugli animali domestici delle celebrit\u00e0, rende pi\u00f9 difficile capire ed elaborare testi pi\u00f9 lunghi e complessi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema derivante dall\u2019incapacit\u00e0 di effettuare una \u201clettura approfondita\u201d \u2013 ovvero il processo di lettura, assimilazione, comprensione e analisi di un testo \u2013 \u00e8 che chi \u00e8 abituato a leggere in modo superficiale i contenuti digitali tender\u00e0 a evitare qualsiasi testo che appaia difficile o di difficile comprensione. Per gli adulti questo rappresenta un problema serio; per gli studenti potrebbe rivelarsi disastroso.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIn questo momento di svolta tra la cultura della carta stampata e quella digitale\u00bb, ha scritto il docente in un recente <em>Guardiano<\/em>\u00a0articolo di opinione: \u00abLa societ\u00e0 ha bisogno di affrontare il problema di ci\u00f2 che sta venendo meno nel circuito della lettura specialistica, di ci\u00f2 che i nostri bambini e gli studenti pi\u00f9 vecchi non stanno sviluppando e di ci\u00f2 che possiamo fare al riguardo\u00bb.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il cervello biliterato<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma anzich\u00e9 dipingere un quadro cupo dell\u2019umanit\u00e0 irrimediabilmente compromessa dai media digitali, Maryanne Wolf vede una soluzione a questo cambiamento neurologico: la carta stampata. Cita una serie di studi secondo cui leggere su carta migliora la comprensione, l\u2019analisi e la memoria, oltre ad aiutare il lettore a sviluppare empatia nei confronti degli argomenti o dei personaggi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autrice prosegue raccomandando che l\u2019educazione della prima infanzia si concentri sull\u2019uso di materiali cartacei, integrando gradualmente la tecnologia digitale. \u00abAbbiamo bisogno di coltivare un nuovo tipo di cervello\u00bb, scrive, \u00abun cervello \u201cbialfabetizzato\u201d in grado di sviluppare le forme pi\u00f9 profonde di pensiero sia nei mezzi digitali che in quelli tradizionali\u00bb.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma che si tratti di una classe di bambini di cinque anni o di un treno pieno di pendolari, la lettura di testi cartacei offre una via di fuga dai 34 GB di dati che ci bombardano ogni giorno, oltre a un\u2019esperienza di lettura approfondita che allarga gli orizzonti e allena la mente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abC\u2019\u00e8 una vecchia regola nelle neuroscienze che non cambia con l\u2019et\u00e0\u00bb, afferma Maryanne Wolf. \u00abSe non la usi, la perdi\u00bb.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scopri altri articoli interessanti sul nostro <a href=\"https:\/\/lovepaper.org\/paper-chain\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Catena di carta<\/a>.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un consumo costante di contenuti digitali ci sta trasformando in un mondo di lettori superficiali, il che \u00e8 cattivo per il nostro cervello. 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