L’ascesa degli imballaggi sostenibili nel settore della vendita al dettaglio nel Regno Unito

Mentre il cambiamento climatico continua a dominare l’agenda globale, i rivenditori del Regno Unito si stanno attivando per fare la loro parte in materia di imballaggi.

Da marchi famosi come Marks & Spencer a colossi del settore della bellezza come Boots, sempre più aziende stanno adottando iniziative volte a rendere più ecologici i propri imballaggi, nel tentativo di ridurre la propria impronta di carbonio. Poiché gli imballaggi a base carta sono spesso al centro di questa transizione, questo movimento in continua crescita rappresenta un passo avanti significativo e promettente nel percorso verso la sostenibilità e la responsabilità ambientale.

Marks & Spencer ha recentemente annunciato un importante cambiamento nel confezionamento di frutta e verdura, sostituendo i vassoi di plastica con alternative in carta riciclata in oltre cinquanta linee di prodotti. Secondo M&S, questo cambiamento potrebbe eliminare circa cinquecentottantacinque tonnellate di plastica all’anno dalla propria catena di approvvigionamento. Non solo ciò rappresenta un vantaggio per l’ambiente, ma le prime sperimentazioni hanno evidenziato un aumento del cinque per cento delle vendite: un chiaro segnale che i clienti stanno diventando sempre più attenti all’ambiente nelle loro scelte di acquisto.

Gli imballaggi a base carta offrono numerosi vantaggi. Sono rinnovabili, ampiamente riciclabili e biodegradabili, il che li rende una delle opzioni più sostenibili oggi disponibili. Passando ai vassoi in carta certificata FSC, M&S sta lanciando un messaggio chiaro sia ai consumatori che alla concorrenza: sostenibilità e redditività possono andare di pari passo.

Anche la catena di farmacie e negozi di prodotti di bellezza Boots ha aderito all’iniziativa, introducendo nuovi imballaggi sostenibili per i prodotti a marchio proprio. Nell’ambito di una strategia più ampia volta a raggiungere l’obiettivo “zero emissioni nette” entro il 2040, Boots sta puntando sulla riduzione della plastica monouso, promuovendo gli imballaggi ricaricabili e introducendo, ove possibile, alternative a base carta.

Un’iniziativa degna di nota è il passaggio a imballaggi in carta riciclata per la sua famosa linea di prodotti per la cura della pelle No7. Questi imballaggi non solo riducono l’uso della plastica, ma sottolineano anche l’impegno di Boots a favore della bellezza sostenibile, un settore in cui la domanda è in crescita man mano che il consumo consapevole acquista sempre più terreno.

Incorporando materiali rinnovabili, come carta e cartone provenienti da fonti sostenibili, nelle proprie strategie di imballaggio, Boots si allinea ai valori in continua evoluzione dei clienti, intraprendendo al contempo azioni concrete per ridurre le emissioni di carbonio lungo tutta la propria catena di approvvigionamento.

Anche il colosso della grande distribuzione Asda sta sperimentando soluzioni di imballaggi a base carta, in particolare per le linee di snack e cereali a marchio proprio. Nel 2023, l’azienda ha iniziato a testare bustine di carta in alternativa ai tradizionali sacchetti di plastica, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi a marchio proprio riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025. Questi sacchetti di carta sono realizzati con materiali provenienti da fonti sostenibili e sono facilmente riciclabili a casa: due fattori cruciali per ridurre il volume degli imballaggi destinati alla discarica. Sebbene siano ancora nelle fasi iniziali, queste sperimentazioni indicano la scalabilità degli imballaggi in carta anche per gli articoli di uso più quotidiano.

Ma perché questo cambiamento è importante nella lotta contro il cambiamento climatico?

Innanzitutto, gli imballaggi rappresentano una quota significativa delle emissioni di carbonio nei settori della vendita al dettaglio e alimentare. Gli imballaggi tradizionali in plastica non solo derivano dai combustibili fossili, ma rappresentano anche una minaccia ambientale a lungo termine a causa della loro persistenza negli ecosistemi.

Al contrario, gli imballaggi in carta sono realizzati con risorse rinnovabili — principalmente pasta di cellulosa proveniente da foreste gestite in modo responsabile — e sono biodegradabili e riciclabili. Secondo la Confederazione delle Industrie Cartarie, la carta e il cartone rappresentano già il cinquanta per cento degli imballaggi nel Regno Unito e hanno un tasso di riciclaggio superiore all’ottanta per cento.

Questi dati sottolineano il ruolo che gli imballaggi in carta possono svolgere a sostegno di un’economia circolare, in cui i materiali vengono riutilizzati e i rifiuti ridotti al minimo. Man mano che i rivenditori adottano imballaggi più sostenibili, l’effetto cumulativo potrebbe ridurre in modo significativo le emissioni complessive del settore della vendita al dettaglio.

I consumatori stanno sempre più spesso esprimendo la propria scelta attraverso le proprie spese. Un rapporto del 2023 redatto da Deloitte ha rivelato che oltre il sessanta per cento dei consumatori britannici tiene conto dell’impatto ambientale di un marchio prima di effettuare un acquisto. I rivenditori che adottano un approccio proattivo in materia di sostenibilità degli imballaggi non solo riducono la propria impronta di carbonio, ma rafforzano anche la fedeltà e la fiducia dei clienti.

I marchi che adottano imballaggi sostenibili, come carta e cartone, possono trarre vantaggio da una migliore percezione da parte del pubblico e da potenziali risparmi sui costi nel lungo periodo. Inoltre, iniziative come quella di Marks & Spencer dimostrano che gli imballaggi sostenibili possono stimolare le vendite: un vantaggio sia per l’ambiente che per le aziende.

Con l’entrata in vigore a tutti gli effetti della normativa sulla responsabilità estesa del produttore (EPR) prevista per il 2025, la pressione sui rivenditori affinché passino a imballaggi sostenibili non potrà che aumentare. Il sistema EPR impone ai produttori di coprire i costi di riciclaggio degli imballaggi che immettono sul mercato, incentivando ulteriormente il passaggio a soluzioni ecocompatibili. (Magari inserire qui il link al mio articolo sull’EPR del mese scorso, oppure alla fine?)

Sembra che gli imballaggi a base carta siano ben posizionati per diventare un pilastro delle strategie di vendita al dettaglio sostenibili. Leggeri, riciclabili e spesso realizzati con materiali di recupero post-consumo, soddisfano sia i requisiti in termini di impatto ambientale che quelli di appeal per i consumatori. Man mano che sempre più aziende seguono l’esempio di M&S, Boots e Asda, il passaggio agli imballaggi in carta potrebbe diventare una delle misure più incisive adottate dal settore della vendita al dettaglio per mitigare i cambiamenti climatici nel Regno Unito.

Scegliendo gli imballaggi in carta, questi rivenditori britannici non solo stanno rendendo le loro attività a prova di futuro, ma stanno anche iniziando a intraprendere azioni concrete per combattere il cambiamento climatico, un passo alla volta.

Fonti

https://corporate.marksandspencer.com/sustainability/plan-a-our-planet/plastics-and-packaging

https://www.boots-uk.com/environmental-social-governance/what-we-do/progressing-our-sustainable-bootprint/#ui-id-27

https://www.deloitte.com/uk/en/Industries/consumer/perspectives/the-sustainable-consumer.html