Nella Giornata Mondiale della Foresta Pluviale, i polmoni verdi della Terra – dal bacino dell’Amazzonia a quello del Congo, fino alle foreste del Sud-Est asiatico – tornano al centro dell’agenda geopolitica mondiale come baluardo insostituibile contro il collasso climatico. Questi ecosistemi unici ospitano oltre la metà delle specie animali e vegetali del pianeta e immagazzinano una quantità immensa di carbonio. La loro progressiva distruzione, causata principalmente dall’agricoltura intensiva illegale, dal pascolo e dall’estrazione mineraria, rischia di trasformare queste aree da “polmoni” che assorbono CO2 a fonti di emissione di gas serra. La ricorrenza odierna vede la nascita di una nuova coalizione internazionale di ONG che chiede l’applicazione rigida delle normative sulla tracciabilità dei prodotti. L’obiettivo è bloccare l’importazione nei mercati occidentali di carne, soia, olio di palma e legname provenienti da aree deforestate. In Italia, le campagne di sensibilizzazione odierne si concentrano sul consumo responsabile, invitando i cittadini a scegliere prodotti certificati e a sostenere i progetti di riforestazione gestiti direttamente dalle comunità indigene locali.
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