Giornata Mondiale degli Oceani

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, la comunità scientifica internazionale lancia un nuovo e severo grido d’allarme: la salute dei nostri mari è al punto di non ritorno. Gli oceani non solo generano la metà dell’ossigeno che respiriamo e assorbono circa il 30% dell’anidride carbonica prodotta dalle attività umane, ma subiscono oggi una pressione senza precedenti a causa del riscaldamento globale e dell’inquinamento da microplastiche. Al centro del dibattito di quest’anno c’è l’attuazione pratica del trattato “30×30”, l’accordo internazionale che prevede di trasformare il 30% delle acque globali in aree marine protette entro la fine del decennio. Attualmente, meno dell’8% dei mari gode di vincoli di tutela efficaci, lasciando ecosistemi fragili come le barriere coralline alla mercé di pesca intensiva e attività industriali invasive. Sulle coste italiane, le associazioni ambientaliste hanno dato il via oggi all’operazione “Spiagge Pulite”, mobilitando migliaia di volontari per la rimozione dei rifiuti plastici dai litorali. Parallelamente, diversi istituti di ricerca marina hanno aperto le porte ai cittadini per progetti di Citizen Science, permettendo a subacquei e bagnanti di mappare la presenza della fauna marina e lo stato di salute delle praterie di Posidonia oceanica tramite app dedicate.